Per incassare il pizzo e far sembrare tutto in regola, i presunti estortori avrebbero richiesto pure la fattura. E gli imprenditori della provincia, spaventati da possibili ritorsioni e lontani dai movimenti antimafia del capoluogo, alla fine acconsentivano.
Ma è scattato il blitz dei carabinieri, che ha portato all’arresto di otto presunti mafiosi della cosca di Ficarazzi, vicino a Bagheria.
Dalle indagini è emerso che addirittura gli imprenditori erano costretti a pagare due volte. Uno di loro, un costruttore, spiega senza sapere di essere intercettato di avere pagato il pizzo a Trapani
con regolare fattura, come se fosse un «normale» costo per l’azienda: «gran cornuto che è, è venuto due volte a farmi fatture cinquemila e cinquemila levando l’iva ottomila e duecento. Gran cornuto è venuto per Pasqua e gli ho detto non te li ho dati passa a Natale gli ho detto… non te li ho dati
diecimila euro?».
L’operazione dei carabinieri avrebbe evitato una possibile guerra di mafia a Ficarazzi. In manette sono finiti Atanasio Alcamo, palermitano di 34 anni, Luca Roberto Ficarra, palermitano di 28 anni, Placido Cacciatore, 36 anni di Ficarazzi, e Giuseppe Berretta, nato a Palermo 42 anni fa. Il giudice per le indagini preliminari ha invece concesso gli arresti domiciliari a Massimo Comparetto, palermitano di 36 anni, Davide Terzo, 27 anni anche lui di Palermo, e Gianni Santospirito, nato a Buffalo negli Usa 34 anni fa.
Per incassare il pizzo e far sembrare tutto in regola, i presunti estortori avrebbero richiesto pure la fattura. E gli imprenditori della provincia, spaventati da possibili ritorsioni e lontani dai movimenti antimafia del capoluogo, alla fine acconsentivano.
Ma è scattato il blitz dei carabinieri, che ha portato all’arresto di otto presunti mafiosi della cosca di Ficarazzi, vicino a Bagheria.
Dalle indagini è emerso che addirittura gli imprenditori erano costretti a pagare due volte. Uno di loro, un costruttore, spiega senza sapere di essere intercettato di avere pagato il pizzo a Trapani
con regolare fattura, come se fosse un «normale» costo per l’azienda: «gran cornuto che è, è venuto due volte a farmi fatture cinquemila e cinquemila levando l’iva ottomila e duecento. Gran cornuto è venuto per Pasqua e gli ho detto non te li ho dati passa a Natale gli ho detto… non te li ho dati
diecimila euro?».
L’operazione dei carabinieri avrebbe evitato una possibile guerra di mafia a Ficarazzi. In manette sono finiti Atanasio Alcamo, palermitano di 34 anni, Luca Roberto Ficarra, palermitano di 28 anni, Placido Cacciatore, 36 anni di Ficarazzi, e Giuseppe Berretta, nato a Palermo 42 anni fa. Il giudice per le indagini preliminari ha invece concesso gli arresti domiciliari a Massimo Comparetto, palermitano di 36 anni, Davide Terzo, 27 anni anche lui di Palermo, e Gianni Santospirito, nato a Buffalo negli Usa 34 anni fa.

