Informazione e comunicazione

Mafia e estorsioni, otto arresti a Ficarazzi
“Pagavano il pizzo e emettevano fattura”

Posted by Alessandra Ferraro on ago 5th, 2010 and filed under Provincia di Palermo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Per incassare il pizzo e far sembrare tutto in regola, i presunti estortori avrebbero richiesto pure la fattura. E gli imprenditori della provincia, spaventati da possibili ritorsioni e lontani dai movimenti antimafia del capoluogo, alla fine acconsentivano.

Ma è scattato il blitz dei carabinieri, che ha portato all’arresto di otto presunti mafiosi della cosca di Ficarazzi, vicino a Bagheria.

Dalle indagini è emerso che addirittura gli imprenditori erano costretti a pagare due volte. Uno di loro, un costruttore, spiega senza sapere di essere intercettato di avere pagato il pizzo a Trapani

con regolare fattura, come se fosse un «normale» costo per l’azienda: «gran cornuto che è, è venuto due volte a farmi fatture cinquemila e cinquemila levando l’iva ottomila e duecento. Gran cornuto è venuto per Pasqua e gli ho detto non te li ho dati passa a Natale gli ho detto… non te li ho dati

diecimila euro?».

L’operazione dei carabinieri avrebbe evitato una possibile guerra di mafia a Ficarazzi. In manette sono finiti Atanasio Alcamo, palermitano di 34 anni,  Luca Roberto Ficarra, palermitano di 28 anni, Placido Cacciatore, 36 anni di Ficarazzi, e Giuseppe Berretta, nato a Palermo 42 anni fa. Il giudice per le indagini preliminari ha invece concesso gli arresti domiciliari a Massimo Comparetto, palermitano di 36 anni, Davide Terzo, 27 anni anche lui di Palermo, e Gianni Santospirito, nato a Buffalo negli Usa 34 anni fa.

Per incassare il pizzo e far sembrare tutto in regola, i presunti estortori avrebbero richiesto pure la fattura. E gli imprenditori della provincia, spaventati da possibili ritorsioni e lontani dai movimenti antimafia del capoluogo, alla fine acconsentivano.

Ma è scattato il blitz dei carabinieri, che ha portato all’arresto di otto presunti mafiosi della cosca di Ficarazzi, vicino a Bagheria.

Dalle indagini è emerso che addirittura gli imprenditori erano costretti a pagare due volte. Uno di loro, un costruttore, spiega senza sapere di essere intercettato di avere pagato il pizzo a Trapani

con regolare fattura, come se fosse un «normale» costo per l’azienda: «gran cornuto che è, è venuto due volte a farmi fatture cinquemila e cinquemila levando l’iva ottomila e duecento. Gran cornuto è venuto per Pasqua e gli ho detto non te li ho dati passa a Natale gli ho detto… non te li ho dati

diecimila euro?».

L’operazione dei carabinieri avrebbe evitato una possibile guerra di mafia a Ficarazzi. In manette sono finiti Atanasio Alcamo, palermitano di 34 anni, Luca Roberto Ficarra, palermitano di 28 anni, Placido Cacciatore, 36 anni di Ficarazzi, e Giuseppe Berretta, nato a Palermo 42 anni fa. Il giudice per le indagini preliminari ha invece concesso gli arresti domiciliari a Massimo Comparetto, palermitano di 36 anni, Davide Terzo, 27 anni anche lui di Palermo, e Gianni Santospirito, nato a Buffalo negli Usa 34 anni fa.

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