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WELLNESS – MEDICINA ALTERNATIVA

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Dolori muscolo-scheletrici: possono essere dovuti a traumi non elaborati? 

È possibile che un dolore alla schiena, al collo o alle spalle persista anche quando esami e accertamenti non mostrano lesioni evidenti? E soprattutto: può esistere un legame tra dolore muscolo-scheletrico e traumi psicologici non elaborati?

Questa domanda è sempre più frequente sia in ambito clinico sia nella divulgazione scientifica, perché il confine tra corpo e mente è molto meno netto di quanto si sia creduto per anni.

Prima di entrare nel merito, è fondamentale chiarirlo subito: questo è un articolo divulgativo. Non ha valore diagnostico e non sostituisce in alcun modo il parere di un medico, di un fisioterapista o di uno psicologo. Serve a comprendere meglio i possibili collegamenti, non a trarre conclusioni cliniche autonome.

Quali sono le cause del dolore muscolo-scheletrico?

Il dolore muscolo-scheletrico comprende un’ampia gamma di condizioni che coinvolgono muscoli, articolazioni, tendini, legamenti e ossa. Le cause più comuni sono ben note e includono:

  • Sovraccarico funzionale o posture scorrette;
  • Traumi acuti (incidenti, cadute, infortuni sportivi);
  • Microtraumi ripetuti nel tempo;
  • Processi infiammatori;
  • Patologie degenerative.

In molti casi, la causa è chiaramente individuabile e il trattamento segue protocolli medici o riabilitativi consolidati. Tuttavia, esiste una quota di dolore muscolo-scheletrico persistente o ricorrente che non trova una spiegazione completa sul piano strutturale. È in questi casi che si apre lo spazio per una riflessione più ampia, che includa anche i fattori psicologici.

Un elemento centrale da considerare è la cronicizzazione del dolore. Quando un dolore persiste oltre i tempi fisiologici di guarigione, il sistema nervoso può andare incontro a fenomeni di sensibilizzazione, mantenendo il segnale doloroso anche in assenza di un danno attivo.

Stress cronico, ipervigilanza corporea e tensione emotiva costante possono contribuire a questo processo. Il dolore, in questi casi, non è “immaginario”, ma mediato da meccanismi neurofisiologici complessi, che coinvolgono anche la regolazione emotiva.

Quali possono essere i sintomi più comunemente associati ai disturbi muscolo-scheletrici?

I disturbi muscolo-scheletrici non si manifestano solo come dolore localizzato. Spesso sono accompagnati da una serie di sintomi associati, tra cui:

  • Rigidità muscolare, soprattutto al risveglio;
  • Limitazione del movimento;
  • Affaticamento muscolare precoce;
  • Sensazione di tensione costante;
  • Peggioramento in situazioni di stress.

In alcune persone, questi sintomi fluttuano nel tempo, migliorando e peggiorando senza una causa fisica immediatamente riconoscibile. Questo andamento variabile è uno degli elementi che porta i clinici a considerare anche il ruolo dei fattori psicosomatici.

Quali sono i sintomi fisici del trauma psicologico?

Il trauma psicologico non si esprime solo attraverso ricordi intrusivi o stati emotivi intensi. Numerose ricerche mostrano che può avere manifestazioni corporee dirette, in particolare quando non viene elaborato.

Tra i sintomi fisici più frequentemente associati a esperienze traumatiche troviamo:

  • Tensione muscolare cronica;
  • Dolori diffusi senza causa organica chiara;
  • Alterazioni del respiro;
  • Disturbi gastrointestinali;
  • Iperattivazione del sistema nervoso autonomo.

Il corpo può rimanere in uno stato di “allerta” anche a distanza di anni dall’evento traumatico. Questo stato di attivazione prolungata influisce sul tono muscolare e sulla percezione del dolore.

È importante chiarire che un trauma psicologico non causa direttamente una lesione muscolare o articolare. Tuttavia, può contribuire a creare le condizioni fisiologiche che favoriscono dolore persistente.

Tra i meccanismi più studiati troviamo:

  • Aumento del tono muscolare difensivo;
  • Ridotta capacità di rilassamento;
  • Alterazioni nella percezione del dolore;
  • Difficoltà di recupero dopo uno sforzo.

In presenza di un trauma non elaborato, il corpo può mantenere schemi di contrazione come forma di protezione. Nel tempo, questi schemi diventano automatici e possono tradursi in dolore muscolo-scheletrico cronico.

Quali sono i sintomi dell’infiammazione muscolare da trauma?

Quando si parla di trauma, è utile distinguere tra trauma fisico e trauma psicologico, anche se spesso coesistono. Un trauma fisico può provocare un’infiammazione muscolare acuta, con sintomi come:

  • Dolore localizzato;
  • Gonfiore;
  • Calore;
  • Riduzione della forza;
  • Peggioramento con il movimento.

Se però il trauma fisico è associato a un forte impatto emotivo, il recupero può essere più lento. La tensione emotiva persistente può interferire con i normali processi di guarigione, mantenendo uno stato di irritazione muscolare o di dolore residuo.

Quali sono i sintomi di un trauma irrisolto?

Un trauma irrisolto non è semplicemente un evento “non dimenticato”. È un’esperienza che continua ad avere effetti sul funzionamento emotivo e corporeo della persona. I sintomi più comuni includono:

  • Iperattivazione o, al contrario, senso di torpore;
  • Difficoltà a rilassarsi;
  • Reazioni emotive sproporzionate;
  • Evitamento di determinate situazioni;
  • Sintomi fisici ricorrenti, incluso il dolore.

Dal punto di vista corporeo, il trauma irrisolto può manifestarsi come una difficoltà a “lasciare andare” la tensione, con conseguenze dirette sull’apparato muscolo-scheletrico.

Un elemento chiave nel legame tra trauma e dolore è il sistema nervoso autonomo. In condizioni di stress traumatico, il sistema può rimanere bloccato in uno stato di attivazione difensiva. Questo comporta:

  • Aumento del tono muscolare;
  • Riduzione della soglia del dolore;
  • Maggiore sensibilità agli stimoli.

Il dolore muscolo-scheletrico, in questo contesto, diventa parte di una risposta adattiva che ha perso la sua funzione originaria.

Dal punto di vista clinico, il trattamento del dolore muscolo-scheletrico deve sempre partire da una valutazione medica accurata. È essenziale escludere cause organiche e impostare eventuali interventi farmacologici o riabilitativi.

Nei casi in cui il dolore persista nonostante trattamenti adeguati, può essere utile considerare un approccio integrato che includa anche il lavoro psicologico. Questo non significa “attribuire il dolore alla mente”, ma riconoscere l’interazione tra fattori fisici e psicologici.

I dolori muscolo-scheletrici hanno cause molteplici e complesse. Nella maggior parte dei casi esiste una componente fisica chiara, ma in alcune situazioni il dolore può essere influenzato o mantenuto da fattori psicologici, in particolare da traumi non elaborati.

Comprendere questa possibilità non significa negare la realtà del dolore, ma ampliarne la lettura. Un approccio che tenga conto sia del corpo sia della dimensione emotiva può favorire interventi più efficaci e meno riduttivi.

Se il dolore è persistente, intenso o interferisce con la qualità della vita, il riferimento a professionisti qualificati rimane fondamentale.